Addio Pablito, eroe tra i grandi

Pubblicato da Giuseppe Franzese il

L’Italia piange Paolo Rossi, scomparso per un brutto male oggi all’etá di 64 anni.
Quella stessa Italia che Pablito, insieme alla fantastica nazionale del 1982, aveva fatto esultare e godere.
Ad annunciare la scomparsa è la moglie Federica con un post commovente sui social: una foto insieme e due parole “Per sempre” accompagnate da un cuore. Rossi lascia anche i tre figli Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro.

Gli inizi

Nato a Prato dove ha trascorso parte delle giovanili, inizia la sua carriera da professionista a soli 16 anni con la maglia della Juve.

Dopo una breve parentesi a Como, passa al Vicenza dove raggiunge il titolo di Capocannoniere prima in Serie B e poi in Serie A, record poi eguagliato nel 2008 da Alessandro Del Piero.

I trionfi e la gloria

Dopo tre grandi stagioni, si trasferisce a Perugia dove resta un solo anno prima di fare ritorno a “casa” in quella Juve con cui vince tutto.
2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa dei Campioni, ma soprattutto un Mondiale con la nazionale italiana nell’edizione spagnola del 1982.
Tripletta al Brasile di Zico, nel girone di fuoco con l’Argentina di Maradona.
Doppietta in semifinale alla Polonia dell’amico Boniek, ma soprattutto goal che sblocca la finale contro la Germania Ovest di Rummenigge, che viene sconfitta 3-1.
Un percorso favoloso che verrá condito con la conquista del prestigioso Pallone D’Oro.
Dopo aver vestito la maglia bianconera passa al Milan prima di chiudere la carriera al Verona.

Niente carriera da allenatore o dirigente dopo il calcio giocato. Ma solo il piacere di raccontare, da opinionista e telecronista, il bello del calcio.
Quel calcio che lo aveva fatto diventare Pablito, un giocatore all’apparenza normale che è riuscito ad elevarsi e primeggiare nell’olimpo dei campioni.


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